IL SOLE 24 ORE
4 giugno 2009
di Carlo Marroni
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Wojtyla CarolJOAQUÌN NAVARRO-VALLS: «WOJTYLA PUÒ ESSERE SANTO NEL 2009»

La sua figura è legata in modo indissolubile a quella di Karol Wojtyla. Joaquín Navarro-Valls per ventidue anni ha diretto la sala stampa della Santa Sede, ma è stato soprattutto l’uomo che ha “raccontato” ogni giorno Giovanni Paolo II al mondo intero, e davanti alle telecamere di ogni paese della terra si commosse, quell’aprile del 2005, quando disse che le condizioni di salute del Papa erano ormai gravissime. Dal 2006, lasciata la guida della comunicazione vaticana, Navarro – che è giornalista ma anche medico psichiatra – insegna al Campus Biomedico (l’Università dell’Opus Dei, di cui anche lui fa parte in qualità di “numerario”) e ha da qualche mese assunto la carica di presidente della Fondazione Telecom Italia.

Le lettere in mano alla signora Wanda Poltawska sono un fulmine a ciel sereno? 
Ci sono due piani distinti e diversi. Quello dell’opportunità o meno di pubblicare una parte delle lettere, e quello più serio del processo di beatificazione.

Parliamo del processo: l’esistenza di lettere non consegnate al postulatore e non pubblicate nel libro possono rappresentare un ostacolo alla beatificazione? 
Il processo di beatificazione deve affrontare con la maggiore ampiezza possibile le fonti e la documentazione, e quindi tutti coloro i quali hanno in mano del materiale rilevante e intendono collaborare sono tenuti a fornirlo, sia in originale o in fotocopia.

Quindi la commissione dei teologi che lavora all’interno della Congregazione per le cause dei Santi avrà un supplemento di lavoro? 
Certo. Non sorprende che dall’interno del processo di beatificazione abbiamo richiesto la totalità dei documenti, ma va anche detto che si è fatto altre volte, a conferma della serietà che un’indagine di questo tipo deve avere, specie per una figura come Giovanni Paolo II.

Un materiale, quello ancora in mano alla signora Wanda, che potrebbe celare delle sorprese? 
Mettere il materiale a disposizione risponde alla necessità che vi sia una integrità documentale, e non perché vi possano essere dei passaggi da generare qualche sospetto.

Perché questa rilevazione clamorosa, proprio ora che si sta stringendo sui tempi della beatificazione? 
Io non giudico i comportamenti. Ma naturalmente non aver messo a disposizione del postulatore queste lettere e nel frattempo provvedere alla loro pubblicazione, anche se parziale, può far nascere il sospetto che si voglia mettere in evidenza uno speciale rapporto con il Papa…

Che non c’era? 
Alcune volte ho visto la signora Poltawska sia in Vaticano che a Castelgandolfo. Non mi sembrava che avesse una conoscenza superiore a quella di altri. Il Papa la conosceva da molto, ma come conosceva tante altre persone, sia prima che dopo l’elezione al soglio di Pietro.

C’era malumore dentro la curia per questa amicizia? 
Non l’ho mai riscontrato.

A quanto le risulta di cosa parlavano con il Papa? 
Parlavano di questioni che io ho riscontrato avessero attinenza essenzialmente con la Polonia.

Era nella condizione di poter esercitare una qualche influenza sul Papa? Si è parlato di suoi interventi sulle nomine vescovili polacche… 
Lo escludo al mille per cento.

Il cardinale di Cracovia, Stanislao Dziwisz, dice che la pubblicazione non è stata opportuna, e in sostanza accusa Wanda di millantare un rapporto speciale con Wojtyla. 
Anche io penso che non sia stata opportuna, non tanto ai fini del processo: come ho detto l’impressione è che l’intento, ma è solo un’impressione e sicuramente posso sbagliare, sia quello di apparire molto amica del Papa, e io questa grande amicizia non l’ho vista, a dire il vero. Sono lettere da dove emerge un rapporto di grande cortesia con una persona conosciuta da molto tempo, ma nulla di più.

Potrebbero esserci in giro altri archivi epistolari? 
Non lo escludo.

Ma allora i tempi di beatificazione sono destinati ad allungarsi non di poco, come sembrerebbe emergere dai nuovi elementi rivelati? 
Secondo me non si allungano: sicuramente lo scrupolo dell’esame dell’integrità documentale porterà del lavoro ma il processo va avanti, non si ferma. I due passaggi-chiave “tecnici” che mancano – il decreto sulle virtù eroiche da parte dei cardinali e vescovi della Congregazione e la pubblicazione del decreto sul miracolo (senza cioè cause naturali) – possono avvenire anche quest’anno. A quel punto il Papa può decidere la data di proclamazione di beatificazione, ma può farlo in qualsiasi momento.